PREVIEW A/I 2018-19

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“La luna e la donna hanno molte facce da mostrare.“ 

proverbio cinese

 

 

Una collezione più lunare o più lunatica? Forse lunare e lunatica in egual misura. Lunare perché -  talora scintillanti e totali, talora soffusi e riservati ai particolari - i bagliori argentei sono quasi un filo conduttore che non lascia indifferenti. Lunatica perché rende visibili le “molte facce”, dà voce ai molti umori, ai molti desideri ed esigenze, alle molte identità che ogni giorno segnano e disegnano la femminilità, mai statica, per definizione “cangiante”, anche all'interno di una singola giornata: in un'alternanza di allegria e energia, sensualità e determinazione, rapidissima nel mutare mantenendo sempre i piedi per terra, altrettanto capace di  sognare la volta celeste senza perdere alcuna certezza. Non solo: la collezione vibra di suggestioni sferzanti, quasi aggressive, un poco sopra i toni consueti di Distante Cashmere.

 

Lunatica fin che si vuole, la collezione non perde mai di vista una coerenza formale cercata e ricercata, definita e raggiunta con la precisione di sempre e con i dovuti giochi a contrasto, che la pongono, per richiami e riferimenti, a cavallo tra i '70 - la ribellione - e gli '80 -  la sensualità. I look a pelle -  con qualche andamento persino a sirena, come negli abiti e nelle gonne accostate che si aprono a al fondo e giungono sino a metà polpaccio - non stridono accanto ai capi over, in lunghezza e larghezza, per nulla ingombranti, al contrario leggeri e soffici come nuvole di materia nobile quale è il cachemire. In fatto di lunghezza, il leit motiv è la convivenza/alternanza di mini-midi-maxi, quasi un diktat E se e parliamo di ampiezza, se ne trova traccia, focalizzata non di rado nelle maniche a gigot, anche negli outfit ultra-slim. 

 

Nell'ordine che scandisce la collezione si “incontrano” tra loro cappotti/maxi-cardigan lavorati a chicco di riso che raggiungono il suolo, l'abito-pull che sfiora il ginocchio, il gilet midi severamente abbottonato sul davanti, ma acceso sul dietro da intarsi in toni accesi a rose sovra-ricamate, la maglia ferma ben sopra il punto vita, talmente precisa e geometrica nella costruzione da sembrare quasi una piccola cappa couture, il cappotto minuto, one tone, ridotto e accostato alla silhouette, l'una e l'altro in tonalità fiamma, la mantella, che può essere sia mini che maxi, quest'ultima con l'interno silver e l'esterno in cashmere, esattamente come il bomber sporty, concepito secondo la medesima assonanza materica, o il completo “jogging”  con il pantalone percorso dalla banda laterale argentea e luccicante. Il gilet può accorciarsi quasi “al limite” per diventare un mini-abito o un “sopra” per il pantalone, sempre aperto “a zampa d'elefante” e con la vita strizzata. Se invece, lavorato a jacquard, si allunga sino al suolo ed è trattenuto da laccetti di memoria un po' hippy. Le asimmetrie ridefiniscono il rapporto tra parte frontale e parte posteriore dei capi, senza troppi sconvolgimenti.

 

Quasi a tracciare un percorso ben definito nel movimento di linee, forme e volumi, una sequenza di segni/elementi grafico-geometrici si snoda attraverso l'intera collezione. Si parte dagli spacchi, sempre laterali, che aprono quasi ogni tipologia di look. Si prosegue con le abbottonature che, quando sono frontali, già partono appena sotto il collo. Si aggiungono gli intarsi  a damier -  che donano un cenno di tridimensionalità al cardigan, all'abito, alla gonna - a loro volta interrotti da riquadri intagliati. Ma il vero segno vincente della collezione sono le righe Seventies, che profilano, disegnano, percorrono le superfici dei capi.

 

E' altrettanto netta la palette cromatica, pur con qualche commistione che sorprende. Bianco e nero non mancano,  ma a condurre il gioco sono le infinite “sfumature di grigio” e soprattutto l'argento rilucente o vanisé, quando il filo metallico si somma al cashmere, come in un cielo notturno in cui le stelle si stagliano sulla volta celeste oscura. L'argento è quasi onnipresente: negli interni, in corrispondenza delle spalle, lungo le maniche o il fianco dei pantaloni. Ma c'è anche un rosso, tanto denso quanto vivo e passionale, assoluto o giocato a maxi-tartan nel cappotto minuto, molto “bon ton”. Sia il tartan che il rosso si ritrovano nella versione over e più eccentrica del cappotto, con il davanti bianco/nero e il dietro all black, acceso però da un giardino di rose. Non è neppure impossibile cercare in un solo capo una summa di tutti i colori della collezione: la si trova nella maglia-blusa, ben fluttuante, completamente rigata “ a bajadère” in verticale.

 

 

1/6

 

 

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